Maria Letizia's profileTutti i bambini crescera...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    March 22

    La canzone del giorno

     
     
     
    One love, one blood, one life
    You got to do what you should
    One life, with each other
    Sisters, brothers, one life
    But we're not the same
    We get to, carry each other
    Carry each other, one, life
    One
     
     
    U2 - ONE
    March 16

    Futurismo

     

    Nel centenario della nascita del Futurismo........

     

    1.
    NOI VOGLIAMO CANTARE l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.

    2.
    Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.

    3.
    La letteratura esaltò fino a oggi l'immobilità pensosa, l'estasi e il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo e il pugno.

    4.
    Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo... un'automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bella della Vittoria di Samotracia.

    5.
    Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.

    6.
    Bisogna che il poeta si prodighi con ardore, sfarzo e magnificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali.

    7.
    Non v'è bellezza, se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere conseguita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all'uomo.

    8.
    Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'Impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell'assoluto, poiché abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente.

    9.
    Noi vogliamo glorificare la guerra — sola igiene del mondo —, il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.

    10.
    Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria.

    11.
    Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole pei contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che scavalcano i fiumi, balenanti al sole con un luccichio di coltelli; i piroscafi avventurosi che fiutano l'orizzonte, le locomotive dall'ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d'acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta. È dall'Italia, che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria, col quale fondiamo oggi il Futurismo, perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologhi, di ciceroni e d'antiquarii.

     

    (Filippo Tommaso Marinetti, Manifesto del Futurismo)

    March 07

    Illusione

     
     
    C'era una volta una principessa che viveva felice nel suo castello di ghiaccio.
    La sua felicità consisteva nel guardare fuori il paesaggio pieno di colori
    ed immaginare come fosse il suo fuori da lì.
    Infatti, essa, non comprendeva che anche il suo cuore era spoglio
    come un albero in un giardino d'inverno, essa non avrebbe mai capito
    cosa fosse il calore sulla sua pelle imprigionata come era in quella fortezza di cristallo.
    Un giorno passò vicino al castello un pittore, nessuno mai si era spinto fin lì, e lei ne fu incuriosita.
    Osservava coinvolta come dipingeva il mondo intorno, la bellezza delle sue creazioni la faceva tremare.
    Lentamente abbandonò il suo castello e gli si avvicinò.
     Assorbiva il suo calore, lo teneva per sè, era dolce cullarsi in quel tepore magico.
    Abbandonò presto la sua dimora per conoscere quei colori, ma si tirava indietro quando lui la esortava a provare.
    Come faceva a provarci, si chiedeva, se aveva passato la sua esistenza tra il ghiaccio?
    Lentamente lui si arrese, ed un giorno la salutò. Quando si girò a chiamarlo lei si ritrovò in un mondo sconosciuto.
    Aveva lasciato il suo castello, e adesso si trovava in un posto sconosciuto ed aveva freddo.
    Si sentì disarmata, abbandonata a sè stessa.
    Non era più la principessa del suo castello di ghiaccio, non era più l'apprendista del calore.
    Si chiese cosa sarebbe diventata adesso, chiuse gli occhi e ricominciò.
     
     
     
    March 05

    Dono

     
     
     
     
    (......)E se arrivasse ora la fine
    Che sia in un burrone
    Non per volermi odiare
    Solo per voler volare
    E se ti nega tutto quest’estrema agonia
    E se ti nega anche la vita respira la mia
    E stavo attento a non amare prima di incontrarti
    E confondevo la mia vita con quella degli altri
    Non voglio farmi più del male adesso(....)
     
    Amore dato, amore preso, amore mai reso
    Amore grande come il tempo che non si è arreso
    Amore che mi parla coi tuoi occhi qui di fronte
    Sei tu, sei tu, sei tu, sei tu, sei tu, sei tu, sei tu, sei tu
    Il regalo mio più grande
    Tiziano Ferro